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Risarcimento chirurgia vascolare errata

risarcimento chirurgia vascolare errata Risarcimento chirurgia La chirurgia vascolare interviene sul sistema circolatorio e sui i grossi vasi. Sottoporsi ad un intervento di chirurgia vascolare comporta, come del resto qualsiasi altra operazione chirurgica, una serie di rischi. Gli errori medici (intesi come qualsiasi evento avverso a quanto originariamente previsto) ed i casi di malpractise, in chirurgia vascolare sono relativamente frequenti e rappresentano una realtà fisiologica. Un errore medico può produrre eventi anche fatali, ma va considerato che la sua genesi è alquanto complessa. L’errore medico, anche in chirurgia vascolare, può essere direttamente imputabile all’operatore e può derivare da una scarsa attenzione, da negligenza, da un’insufficiente esperienza, da un difetto di conoscenza, da una parziale o totale violazione di un determinato procedimento terapeutico o diagnostico, E’ pur vero, però, che l’errore non si esaurisce nell’errato (o nel mancato) intervento dell’operatore medico-sanitario. Possono concorrere, nell’errore, tutta una serie di fattori, quali: difetti organizzativi, legati a carenze di attrezzature o a carenze di tipo strutturale, un eccessivo (o maldistribuito) carico di lavoro, una mancata supervisione/coordinazione o anche una pessima comunicazione tra operatori. Più frequentemente di quanto si creda, poi, l’operatore non è in grado di compilare o leggere correttamente la prescrizione medica creando, così, tutta una serie di problemi. Il “Piano Sanitario” pone attenzione sui cosiddetti “eventi sentinella”. Il ministero definisce come sentinella tutti gli “eventi avversi di particolare gravità, che causano morte o gravi danni al paziente e che determinano una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio sanitario nazionale”. Il Ministero stila anche un elenco relativo a questi “eventi sentinella” che, ovviamente, riguardano anche l’ambito della chirurgia vascolare. Nel suddetto elenco, rientrano: – “procedura in paziente sbagliato; – procedura chirurgica in parte del corpo sbagliata (lato, organo o parte); – errata procedura su paziente corretto; – strumento o altro materiale lasciato all’interno del sito chirurgico che richiede un successivo intervento o ulteriori procedure: – reazione trasfusionale conseguente a incompatibilità AB0; – morte, coma o grave danno derivati da errori in terapia farmacologica; – suicidio o tentato suicidio di paziente in ospedale; – violenza su paziente; – atti di violenza a danno di operatore; – morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto (intraospedaliero, extraospedaliero) ; – morte o grave danno conseguente a non corretta attribuzione del codice triage nella Centrale operativa 118 e/o all’interno del Pronto Soccorso; – morte o grave danno imprevisti conseguente ad intervento chirurgico; – ogni altro evento avverso che causa morte o grave danno al paziente”. Spesso, le vittime (o i famigliari delle vittime) di errori medici in chirurgia vascolare pur riportando danni irreversibili rinunciano a sporgere denuncia. Secondo il report PIT (“Processo integrato di tutela”) poco meno di un terzo dei pazienti richiede una specifica consulenza medico legale e si prepara ad una possibile azione legale. Buona parte dei pazienti si limita a segnalare l’accaduto anche perché , avendo firmato il “consenso informato”, crede di aver sollevato il medico da ogni tipo di responsabilità. E’ bene però precisare che con il consenso informato “si autorizzano i medici e gli operatori sanitari a applicare le cure”. Firmare tale documento, però, non significa sollevare medico e strutture da ogni responsabilità. Il paziente prima di sottoporsi ad un intervento di chirurgia vascolare, nel suo piccolo, può fare qualcosa al fine di prevenire alcuni eventuali – e comuni – errori medici. Al momento del ricovero, ad esempio, deve chiedere, senza alcuna esitazione, informazioni relative all’intervento ed alle modalità con cui verrà eseguito. In fase di anamnesi, non dovrà tralasciare alcun tipo di informazione (alcune patologie come l’ipertensione, il diabete e l’insufficienza respiratoria possono influire sull’operazione chirurgica vascolare e sul decorso post operatorio): Al momento delle dimissione, poi, è buona norma, segnalare qualsiasi tipo di disservizio riscontrato. Nel caso in cui l’operazione non sia andata perfettamente come previsto si apre una fase alquanto delicata per il paziente e per i suoi famigliari. Come ottenere giustizia ed, eventualmente, il giusto risarcimento? Innanzitutto, chiedere spiegazioni agli operatori o al “direttore sanitario” della struttura e chiedere copia della cartella clinica e del “consenso informato” firmato. E’ consigliabile, poi, rivolgersi tempestivamente (al fine di non incorrere nella prescrizione del diritto.) ad un legale specializzato in malasanità. Va ricordato che in caso di errore medico in chirurgia vascolare (così come in qualsiasi altro ambito medico), “viene risarcito il danno biologico, vale a dire l’invalidità determinata dalla mancata guarigione, totale o parziale, o dal ritardato conseguimento della stessa o dal determinarsi di una vera e propria malattia insorta per via dell’errore medico (per la concreta determinazione di tale danno si fa riferimento a precise tabelle di liquidazione che mettono in relazione due parametri: la percentuale di invalidità riscontrata dal medico legale e l’età del danneggiato). Inoltre è previsto il pagamento di una diaria per ogni giorno di prognosi (così detta inabilità temporanea). Nei casi più seri viene infine liquidato il danno morale e/o esistenziale”.

Articolo pubblicato da Giovanni Zappalà

10 gennaio 2014

Redazione risarcimenti-online.it

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