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Danni da chirurgia plastica

Danni-chirurgia-plasticaSono tante le persone che, per vari motivi, decidono di ricorrere alla chirurgia plastica, ma i risultati non sono sempre quelli sperati. I due interventi più richiesti sono quelli a naso e seno. Entrambi possono essere effettuati in base ad una finalità sia ricostruttiva, magari in seguito ad un incidente, o asportazioni di un tumore o tessuto infetto, che estetica, mirante a restaurare l’armonia con il resto del proprio corpo. Per entrambi questi casi, i danni più comuni possono essere asimmetrie, paralisi, infezioni, tutti dovuti ad interventi non adeguati o dall’uso di sostanze non certificate.
Altro intervento molto richiesto è quello dell’iniezione di botox, in particolare a occhi e labbra. Il botulino dovrebbe essere iniettato solo per le rughe glabellari, ovvero quelle che si formano tra le sopracciglia. Ogni altro uso di questa sostanza potrebbe divenire causa di diversi rischi. Ad esempio, l’iniezione di botulino in prossimità delle labbra potrebbe danneggiare i muscoli della masticazione, o anche portare a disturbi del linguaggio. Altri danni possono essere disturbi agli occhi, nausea, paralisi facciale focale, cefalea, debolezza muscolare, disfagia, reazioni allergiche e/o cutanee, formicolii, sindrome simil-influenzale.

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Prima di procedere con l’intervento, è necessario che il medico precisi quello che in gergo legale viene definito l’oggetto del contratto, cioè deve specificare che, scopo dell’operazione, non può essere il raggiungimento di una perfezione assoluta dalla parte sulla quale si interviene, ma un risultato che si avvicini il più possibile a ciò che il paziente richiede.
Non in tutti i casi è però possibile ottenere un risarcimento se il paziente ritiene non riuscito l’intervento. In generale si può infatti affermare che, perché si possano chiedere i danni, non è sufficiente che il risultato non venga ritenuto soddisfacente dal punto di vista estetico, ma deve configurarsi la presenza di una lesione della propria persona: solo in questo caso si potrà procedere invocando la responsabilità medica.
Ad esempio, lo sfregio permanente è considerato gravemente lesivo della persona, ancor più nel caso in cui esso riguardi il viso. In sede civile, viene invece esteso al corpo intero il concetto di danno estetico o fisiognomico. Danni che solitamente vengono considerati rilevanti a fini risarcitori sono, tra gli altri, la paralisi facciale, la ptosi palpebrale monolaterale, la perdita della piramide nasale.
E’ ovviamente fondamentale che ogni perizia sia redatta avvalendosi della consulenza di un esperto in chirurgia plastica, il quale dovrà accertare la correttezza della procedura e la tecnica chirurgica utilizzata.
Ogni anno circa il 20% delle operazioni di chirurgia plastica vengono effettuate per rimediare ai danni originati da precedenti interventi. Negli ultimi dieci anni è stato invece stimato un aumento del 30% di denunce e cause per richiedere il risarcimento danni in seguito ad interventi di chirurgia plastica.

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