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Violentata mentre rincasa. L’Inail riconosce infortunio sul lavoro

infortunio-sul-lavoroStuprata mentre usciva dal lavoro, una sera d’inverno di un anno fa, ad una donna straniera appena quarantenne è stato riconosciuto dall’Inail non solo l’infortunio “in itinere”, equiparando la violenza in tutto ad un incidente sul lavoro, ma anche il danno biologico con un risarcimento di 10 mila euro.

La vittima di violenza era una lavoratrice addetta alle pulizie in una palestra milanese. Fu aggredita e stuprata da uno sconosciuto, mentre lasciato il luogo di lavoro stava rientrando nella propria abitazione. La cronaca racconta di un episodio brutale: la donna fu seguita dal Centro antiviolenze della Mangiagalli e, poi, dal Centro donna della Camera del Lavoro e dal patronato Inca che è riuscito a far riconoscere all’Inail l’infortunio “in itinere”, limitandosi però ad indennizzare le giornate di assenza giustificata dal lavoro e non riconoscendo l’esistenza di un danno permanente.

La donna rimase pesantemente scossa dalla violenza, tanto che immediatamente il medico curante l’aveva indirizzata ad un Cps (Centro psicosociale) per curare le crisi di panico e lo stato di depressione.

Mentre gli avvocati del patronato faticavano non poco a convincere il datore di lavoro che la signora avrebbe dovuto cambiare orario di lavoro, il medico del patronato ha deciso di fare ricorso, chiedere la revisione del procedimento e il riconoscimento di un danno biologico all’Inail. Non solo ha raggiunto l’obiettivo ma l’Inail ha anche erogato un indennizzo. È la prima volta che viene riconosciuto il danno biologico in caso di stupro in itinere, riconosciuto come infortunio, non solo per il danno all’integrità fisica ma, soprattutto, per le conseguenze di carattere psico-emotivo. Laura Chiappani, responsabile dell’area tutela danni da lavoro dell’Inca Cgil di Milano, sottolinea «l’importanza del lavoro in rete a favore delle donne, come si è concretizzato in questo caso».

E Fabio Roia, presidente di sezione del Tribunale di Milano, commenta: «Può essere un precedente molto interessante, normalmente liquidiamo solo il danno derivante dal reato ma non la sofferenza che ne deriva, la menomazione della persona, perché non viene provata. Se tutte le istituzioni lavorassero con questa sensibilità e questo metodo faremmo molti passi avanti nel contrasto della violenza di genere».

corriere.it Fonte: 27esimaora.corriere.it

di 

Aprile 2014

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Infortuni sul lavoro

Assistenza medica e legale per infortunio sul lavoro

In caso di infortunio sul lavoro, in lavoratore oltre al risarcimento INAIL, ha diritto al danno differenziale che si calcola in base alla “differenza” tra le tabelle di invalidità INAIL e quelle assicurative, le quali queste ultime più alte. Il risarcimento differenziale, che spesso non viene considerato, può essere elevato e spetta per legge alla vittima di infortunio sul lavoro.

Per ottenere il danno differenziale, il lavoratore deve essersi ferito per cause ottieni_assistenzadipendenti dal datore di lavoro: svolgeva mansioni diverse dal suo ruolo; le attrezzature utilizzate non erano a norma; mancavano i presupposti per la sicurezza sul lavoro; ecc.

Spesso, per non inclinare i rapporti con il datore di lavoro, si rinuncia a tale risarcimento, ma si deve considerare che il datore di lavoro ha una polizza assicurativa apposita per tali incidenti, in oltre il risarcimento, in base all’entità del danno, potrebbe essere molto elevato.

In caso di danno differenziale per infortunio sul lavoro, è necessario rivolgersi ad un avvocato del lavoro specializzato, che conosca profondamente la materia e le voci di danno per il calcolo del corretto risarcimento.