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Asporta la costola sbagliata e poi il reperto scompare: un chirurgo sotto inchiesta

L’errore su una malata all’Istituto tumori di Milano. Il medico dovrà rispondere di lesioni colpose aggrvate. Ascoltati diversi testimoni

Milano, 19 marzo 2014 – Un pezzo di costola asportato per sbaglio e poi misteriosamente sparito. È il nuovo clamoroso caso di malasanità finito in un’inchiesta aperta dalla magistratura. Per una biopsia ossea su una paziente, un chirurgo dell’Istituto nazionale dei tumori ha prelevato dalla costola sbagliata: quella sana. Per di più, quando la donna ha scoperto l’errore e reclamato il reperto, si è scoperto che il pezzo «incriminato» nel laboratorio di Patologia non c’era più. Svanito nel nulla. Rubato? Semplicemente perso? O fatto sparire nel tentativo maldestro di coprire l’errore?

La vittima del drammatico errore è una donna di quarant’anni, del Vicentino, malata di cancro e arrivata con tanta fiducia in quello che vedeva come un tempio della sanità lombarda: «È l’unica possibilità per te di avere una cura tempestiva», le avevano detto i medici veneti. La disillusione è stata totale, naturalmente, a partire da quando il radiologo di un altro ospedale, per fortuna, durante un controllo post-operatorio si è accorto dell’errore commesso dai medici milanesi. L’episodio risale all’anno scorso ed è venuto alla luce dopo un’ispezione della polizia all’Istituto di via Venezian. Perché la costola non è l’unico reperto mancato dal laboratorio di Patologia tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013: alcuni vetrini per esami citologici erano spariti. Tre diversi episodi che avevano messo in allarme la direzione dell’ospedale, che infatti aveva sporto denuncia. Quei campioni sarebbero dovuti restare nella struttura, perché le diagnosi di cancro si basano in larga parte sull’osservazione delle cellule al microscopio e il paziente ha il diritto di richiedere i reperti per sottoporli all’analisi di un secondo o anche di un terzo specialista.

L’indagine per furto sulle sparizioni dei vetrini (e poi del frammento di costola), affidata al pm Enrico Pavone, non ha dato però alcun esito, se non quello sconfortante emerso dalla constatazione che i reperti sono probabilmente andati smarriti in un contesto di laboratorio-archivio che – a parere degli investigatori – non brillava per ordine e accuratezza. Discorso diverso per la paziente che ha subìto l’estrazione della costola sbagliata. Dopo la sua denuncia, una seconda inchiesta della magistratura – stavolta affidata al pool «colpe mediche» della procura di Milano, che ha ascoltato le persone presenti quel giorno in sala operatoria – vede ora indagato per lesioni colpose aggravate il chirurgo che ha commesso l’errore.

ilgiornoFonte: ilgiorno.it

di Giulia Bonezzi e Mario Consani

Mercoledì 19 Marzo 2014

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